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Il nostro mondo, da bambini era tutto lì, intorno al colle di San Donato, dove il fiume compie un’ampia curva, l’ultima, per poi riprendere la direzione giusta e scorrere verso il mare. E quella strada che ho percorso innumerevoli volte, è un po’ come una metafora della vita, con il tempo che cambia le cose, non sempre in meglio però.
Compagna di viaggio, parallela alla strada è l’acqua del Teiro, che a fine anni 60, era ancora prelevata, per azionare le grandi ruote dei mulini e fornire la forza motrice per fabbricare la carta, per macinare o semplicemente per tingere le stoffe del Cotonificio, acqua del Teiro d’estate, quando scorreva lenta, per i giochi di noi bambini, spettacolare e disastrosa durante le piene autunnali del torrente.
Acqua sorgiva per irrigare gli orti o per fabbricare il ghiaccio. Ma anche ricordi di tragiche esondazioni, che riaffiorano ad ogni temporale.
Ora non più il Teiro da temere, ma la nostra strada, diventata improvvisamente torrente, come alle ore 8 del 4 ottobre del 2010.
Giuan Marti
