Una storia comune ma non tanto (n°2)

di John Ratto

L’America

Dopo nove giorni di mare e tre giorni di viaggio in treno arrivammo a Oakland in California.

Fu qui che “la storia comune a tanti diventò non comune di tanti”.

Alpicella

Ma per capire questa cosa è necessario fare un passo indietro, ritornare in Italia, in quel paesino sperduto dell’Appenino nel periodo del conflitto mondiale.

La mia famiglia era povera, non avevamo l’acqua in casa, ma eravamo un po’ meno poveri delle altre famiglie, perché per andare al WC non si doveva uscire di casa e questa era una comodità non da poco.

Panorama dell'Alpicella

La maggior parte delle abitazioni, avevano i servizi igienici, distaccati dalla casa, quasi sempre in prossimità del deposito di letame.

Ed era un bel disagio, uscir di casa per andare a fare i propri bisogni, al buio o quando faceva freddo e d’estate poi con l’olezzo e gli insetti .

Squadra di avvistamento aereo

In piena guerra, nelle campagne, arrivarono i soldati italiani e tedeschi, entravano nelle case, in cerca di alloggi dove dormire e con arroganza, ordinavano quello che gli serviva.

Dopo di loro arrivarono i primi sfollati e quelli che la guerra fece affamare.

Nelle città era dura la vita, difficile procurarsi del cibo, anche perché non si trovava più niente dai viveri ai generi di prima necessità.

Le poche cose di uso comune, erano preda della borsa nera, che fece arricchire molti commercianti.

Le tessere annonarie erano praticamente inservibili.

Con gli uomini al fronte, erano le donne, che mandavano avanti la famiglia, donne e vecchi, che erano rimasti a casa e si arrangiavano come meglio potevano, nelle faccende domestiche, nel coltivare i terreni e governare gli animali.

Ad un certo punto, i soldi non valevano più niente e si usava fare lo scambio merci, una sorta di baratto, un po’ d’olio, per un po’ di farina. C’era chi faceva bollire l’acqua di mare, per estrarre il sale.

La necessità aguzza l’ingegno umano.

Per pagar meno la bolletta della luce, si piantavano due spilli nei fili, prima del contatore e si toglieva la valvola contenuta nella scatoletta di ceramica, con aveva all’interno i due fili di piombo, che fondevano se il consumo di corrente era eccessivo.

Ma altre diavolerie erano escogitate, per evitare la confisca da parte dei fascisti, e generi alimentari.

Le damigiane piene d’olio, erano sotterrate nei campi, nelle case si ricavavano dei ripostigli segreti, ad esempio si creavano dei vani, tra un locale e l’altro largo circa 60/70 cm, dove erano nascoste le provviste, grano, castagne e altro.

L’accesso era effettuato dal basso o da sopra, togliendo qualche tavola del pavimento o del soffitto.

Avere un sottotetto o un fienile era molto più pratico per nascondere l’esistenza di botole di accesso a questi ripostigli.

La disposizione classica delle case di campagna, era quanto di meglio poteva offrire l’allora certificazione energetica!

Il calore che emanavano le mucche nella stalla a piano terra e il fieno nel sottotetto garantivano un certo confort abitativo .

Ritorniamo negli States, ad Oakland, arrivammo dopo dodici giorni di viaggio.

Ad aspettarci, alla stazione c’erano tutti i nostri parenti, in terra d’America, molti quelli mai conosciuti.

Riconobbi solo una zia e un cugino che erano già stati in Italia, nel 1949.

Ricordo quei dodici giorni di viaggio, nove di mare e tre di treno, che furono una vera e propria avventura.

continua

foto dal web e Archivio fotografico Varagine

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