
Il cognome Fazio deriva dal medievale Fatius un’abbreviazione del nome Bonifazio.
Fazio è presente in tutta l’Italia meridionale, con maggiore concentrazione in Sicilia e Calabria, ma è presente con numerose famiglie anche in Italia settentrionale.
A Varazze il cognome Fazio è presente da almeno 6 secoli, oggi ci sono alcune famiglie Fazio non direttamente consanguinee, ma alla lontana certamente parenti.
Hanno “colonizzato” in specie le due frazioni dei ravanetti e siaulè Castagnabuona e Cantalupo.
I componenti di un ramo della famiglia, erano soprannominati i Cafatin, perché addetti alla calafatatura delle imbarcazioni poi ancora i Fattui, i Lerve, Zizin, i Ciure’ e i Dentin.

Alcuni nostri concittadini che portano questo cognome furono illustri, in primis, il Beato Jacopo da Varagine già Jacopo De Fazio, Bartolomeo Fazio, fu un ricercatore storico ci fu un Fazio sindaco, altri Fazio furono uomini di chiesa e di armi, tra cui Clemente Bartolomeo Fazio ammiraglio della repubblica di Genova.
Clemente Fazio

A Genova nel Palazzo Cattaneo Adorno la volta a padiglione della sala degli specchi, mostra le gesta del doge Antoniotto Adorno per la liberazione di papa Urbano VI assediato da Carlo III re di Napoli, a Nocera (1385), in particolare, il riquadro centrale raffigura, Antoniotto Adorno doge, che accoglie a Genova Urbano VI, mentre, nei riquadri laterali sono: ad ovest, Antoniotto Adorno invia Clemente Fazio a liberare Urbano VI, a nord, Clemente Fazio conduce Urbano VI a Genova, ad est, Papa Urbano VI accolto a San Giovanni di Prè, infine, a sud, La partenza di papa Urbano VI da Genova.

Il castello di Nocera si ritrovò letteralmente al centro dell’Europa, tra il 1380 e il 1385, in pieno scisma d’Occidente.

Papa Urbano VI viste le gravi difficoltà della finanza pontificia, prosciugate, per far fronte alle guerre, in tutta Europa, contro l’antipapa di Avignone, Clemente VII, pretese che Carlo III re di Napoli gli cedesse feudi e castelli, tra cui quello di Nocera.Il sovrano tentò di opporsi, ma, per tutta risposta, Urbano, famoso per la sua testa dura, pensò bene di trasferirsi proprio nel castello di Nocera, con tutta la sua corte nel giugno del 1384.
A link che segue lo Scisma di Occidente. https://it.wikipedia.org/wiki/Scisma_d%27Occidente

Da lì, scomunicò re e regina di Sicilia e li dichiarò decaduti dal trono; di fronte a questa ennesima provocazione, Carlo III inviò un’intera armata ad assediare il pontefice, capitanata da Alberigo, abate di Montecassino suo nemico giurato. Per evitare un lungo assedio e inutili spargimenti di sangue fra le truppe, il re diffuse un bando ai Nocerini, che prometteva una ricompensa di 10.000 fiorini d’oro, a chiunque gli avesse consegnato il papa, vivo o morto. Con queste premesse il papa vedeva complotti e congiure dietro ogni angolo, ma a buon ragione, infatti mentre era assediato, furono i suoi stessi cardinali, che pensarono di deporlo. Per loro era solo un uomo capriccioso e ostinato, che metteva in pericolo la Chiesa Universale.
I congiurati passarono all’azione: avrebbero attirato il papa nel convento di San Francesco, ai piedi della collina, sulla quale sorgeva il castello di Nocera, qui l’avrebbero processato, dichiarato eretico e condannato al rogo, eseguendo immediatamente la sentenza. Ma il papa fu avvertito del tradimento e i sei cardinali furono arrestati, interrogati (usando anche la tortura) e quindi deposti e giustiziati.
Da tempo la repubblica di Genova voleva inserirsi nello scacchiere italiano e nella difesa del Cristianesimo, e quindi accrescere la sua potenza, sposò così la causa di liberazione di papa Urbano VI inviando una spedizione navale a Nocera Inferiore, dove nel castello si era rifugiato il pontefice. La spedizione composta da dieci galee genovesi, fu posta al comando di Clemente Bartolomeo Fazio da Varaginis che si era gia’ distinto nelle guerra contro la pirateria. Il papa fu liberato, a seguito di una sortita dal castello e riuscì a salire rocambolescamente a bordo.

Il sommo pontefice arrivò a Genova, il 23 settembre, dove fu accolto dal doge Adorno e acclamato dalla popolazione, molto probabilmente, in segno di riconoscenza per aver avuta salva la vita, pagò l’aiuto di Genova consegnando il suo tesoro da cui non si separava mai.

FA STRANGOLARE OCCULTAMENTE CINQUE CARDINALI IN SAN GIOVANNI DI PRE 1385
Prima di ritornare sul trono di S.Pietro, alla Commenda di San Giovanni di Pré, fece eliminare i cardinali prigionieri che simpatizzavano per l’antipapa. Alla morte di Carlo III, si pose alla testa delle truppe pontificie, con l’intenzione di conquistare Napoli. Per finanziare le sue guerre, proclamò un nuovo Giubileo, ma morì a Roma prima di dare il via alle celebrazioni, per le ferite riportate a seguito di una caduta dal suo mulo, il 15 ottobre 1389.
Gli succedette Bonifacio IX.

A Clemente Bartolomeo Fazio, gli fu eretto un monumento funebre, con sarcofago lapideo nella cripta di San Francesco di Castelletto a Genova, demolita all’inizio del XIX secolo, dove erano inumati, anche alcuni nobili della famiglia Fieschi e i dogi di Genova Simon Boccanegra e Andrea Spinola
Fu cosi, che dopo una decina d’anni, dal ritorno del papa a Roma, dopo l’intercessione di S.Caterina, un figlio della nostra città, portò in salvo un’altro papa, che ritorno’ sul trono di S.Pietro a Roma.
“O ingrata città che mai celebro’ tal figlio”.
