A Veggetta e u Punte di Ratti

15 marzo 2021

A Veggetta

Le persone anziane, sono come un grande libro, dove c’è tutto quello che serve, basta chiedere, con gentilezza e un consiglio lo danno sempre.

Questo è un resoconto di un fatto, realmente accaduto, molti anni fa, adattato ai giorni nostri.

Un dopupransu du meise de Zugnu de Chissaquandu, due promessi sposi, in cerca di una “location” per il “book”, il servizio fotografico del loro previsto matrimonio, arrivati ai Posi, località in prossimità del Pero, si fermarono per chiedere delle indicazioni a na veggetta, na besagnina che vendeiva de scesce in sa strada “ Mi scusi signora (chiese il futuro sposo) saprebbe indicarmi la strada per il ponte dei Ratti?” La veggetta, prima di rispondere, guardò per qualche secondo, la giovane coppietta, in un’attimo, aveva capito tutto e con un sorriso rispose, in dialetto.

“Prima de arrivo’au Punte di Ratti….. duvei fò tanta stradda, in salita e cun tante curve! Sto attenti ai garbi e a cunette! U ghe anche un semafuru sempre russu! Pè ando au Punte duvei passo’ da Caadan-na, poi dau Lagu Bagnou, in ta curva di Cadelli, ciu avanti l’otra curva dai Tissun, un semafuru ou truvei dai Surzin, poi passei in so punte e sei dau Runcu, duvve ghe a ca’ de pria, u l’è u giu de Bregugnun, poi ciù avanti da Richettu e da Ciappa, duvve ghe sun i rifuggi, u Crou, duvve ghe sun quelle quattru che u se strense a stradda, poi dau Burca, duvve ghe fan a legna, fei a stradda drita e arrivei dai Ratti, prima da curva a manca u ghe un sentè, pin de prie, e u se arriva au punte….poi perù se vurrei trouvo’ u preve, alua, duvei ando’all’Arpiscella, passandu da D’Angein, Tugnan, fei a curva da Valla’ i Campi da Giescia e sei arrivè in ciassa all’Arpiscella!

Sbalorditi da tutte quelle parole, i due giovani restarono senza fiato….poi la ragazza con un sorriso, ringraziò la veggetta e le disse “Grazie signora, abbiamo capito, la ringrazio!” “Capito che cosa?” disse il giovane stizzito dalle tante parole, pronunciate dalla vecchietta, in un’incomprensibile dialetto.

Lei guardo il suo ragazzo, gli fece una carezza, pose l’indice sulle labbra e la macchina ripartì.

La ragazza poco dopo, scrutando la strada verso il Pero disse “Non abbiamo capito dov’è il ponte dei Ratti, ma ora so e sappiamo, che ci sono altre cose, più importanti, molte cose, da superare insieme, giornate belle e brutte, io e te, per conoscerci, capirci e volersi veramente bene, prima….di attraversare quel ponte!”

Secondo i soliti bene informati, pare che, arrivati al bivio per l’Arpiscella, fecero manovra con l’auto per ritornare da dove erano arrivati.

Nessuno sa, se avranno coronato il loro sogno, su quel ponte.

U Punte di Ratti

Il ponte dei Ratti, una delle meraviglie del nostro entroterra, è anche una location, per novelli sposi, qui si fanno ritrarre nel giorno più bello della loro vita.

Questo vero e proprio mirabile monumento, che unisce con un’arco, le due sponde del Teiro, simboleggia il sacramento del matrimonio, due vite che si uniscono, come arcata di un ponte.

E’ un’ambiente suggestivo, molto fotografato dagli escursionisti è stato il set di alcuni video pubblicitari .

Il toponimo Ratti si ritrova in antiche carte topografiche, nella zona dove è stato costruito il ponte, Ratto è un cognome molto comune all’Alpicella, Ratti era il cognome di Pre Peo un discusso sacerdote dei primi del 900.

Punte di Ratti o Ponte Saraceno, perché, costruito intorno al X secolo, dopo l’invasione e la permanenza di una guarnigione araba in questo territorio.

Molto suggestiva l’edicola votiva e la croce in ferro di ignota provenienza.

Nel sottostante alveo del fiume Teiro, una ciusa, prelevava l’acqua, che tramite un beo, alimentava il Mulino della Peschea, e poi irrigava la sottostante zona coltivata, probabilmente un surcu d’equa, arrivava anche ai runchi, lunghi e stretti terrazzamenti, che diedero il nome all’omonima località

Notevole il salto d’acqua che precipita dopo un laghetto.

Oltrepassato il ponte a destra, tramite una strada interpoderale, ben mantenuta, si può accedere alla soprastante località Vallerga.

La strada principale, conduce versu u Cian du Preve, qui si è al cospetto di uno scenario megalitico, con poderose mura in pietra di considerevoli dimensioni a sostegno dei terrazzamenti, diversi i ripari sotto roccia, uno di questi è usato come palestra di roccia da free climber.

Raggiunta la strada per Campulungu, con una deviazione a destra, si accede all’area degli Scavi Archeologici di Fenestrelle.

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