Da San Bastian a Ture, pe andò a San-a

Dedico questo post a quelli come me, pendolari per lavoro e studenti, in auto, autobus, moto, bici, verso Savona.

Ho scelto questa porzione della tratta Vase – San-a perchè è quella più panoramica, e per chi è in moto un pò più rilassante, prima di effettuare l’attraversamento delle Albisola, dove occorre assoluta prudenza e grande concentrazione.

Da S.Bastian a Ture, nel comune di Celle Ligure, è il tratto dove l’Aurelia, dopo alcune curve, si distende nel lungo rettilineo di Roglio.

La vista spazia, verso la baia di Savona -Vado, con il porto e i suoi silos, dove si potevano scorgere le due ciminiere della Centrale, la mia meta da pendolare, per oltre trent’anni.

Sullo sfondo la sagoma imponente di Capo Noli.

Il conglomerato di puddinga, in zeneise, grettin o pasta e fascio’ fra Selle e Arbisoa, era, come lo scoglio d’Invrea, un’ ostacolo insormontabile fino al 1800, quando Chabrol al seguito delle truppe francesi, progettò l’attuale tracciato della litoranea, i cui lavori furono ultimati dai Savoia.

Doppu a schivà de Cascisci, quandu u ghe passava u trenu u gh’ea gallerie e passaggi a livellu.

Galleria e passaggio a livello de S.Bastian

Località Cravieu

Passaggio a livello di Roglio

Passaggio a livello de Casarin

Roe de macchine, curriere, moto bici, camion, ruote d’acciaio sulla strada ferrata, quando tre passaggi a livello intersecavano l’Aurelia, sorvegliati dai caselli di S.Bastian, Roglio e Casarin.

Anche le ruote di un carretto, tirato a mano, da una famiglia siciliana, scampata al terribile terremoto di Messina, del 28 dicembre 1908, ma non sopravvissuta ad un improvviso distacco di conglomerato, proprio nella curva dei Bottini, che immette nel rettilineo di Roglio, in direzione di Savona, un’edicola murata nella roccia ci ricorda di quella tragedia, di cui si è perso memoria.

Nel 1926 un treno investì un’auto nel passaggio a livello di Roglio, nell’incidente perirono padre e figlia.

Ogni metro di questo tratto di strada, da me percorsa per anni, in auto, moto e anche in bici, per recarmi al lavoro a Vado Ligue, racconta qualcosa.

Un problema mai risolto, è il continuo distacco di conglomerato dalle pareti sovrastanti la via Aurelia, che ha provocato innumerevoli danni, alle auto, che transitano, in direzione di Savona.

La curva dove si trova l’edicola è chiamata anche, curva Skuhravy, chiamata cosi da quando, dopo una notte di bagordi, il centravanti del Genoa anni 90, con la sua auto, fece un dritto in curva, fermandosi in bilico sopra le fioriere e la ringhiera, sospeso sopra il blu del sottostante precipizio.

L’Aurelia, in direzione da e per Savona, è una delle strade più trafficate d’Italia, recentemente anche con pesanti disagi a causa dello sciagurato semaforo di Celle, un dramma per i pendolari, ancora lungi da essere risolto.

Una storia di vergogna all’italiana, per favorire un profitto privato, si è creato, pericolo, disagio e danno ai cittadini, la maggior parte di quelli in età da lavoro che risiedono nei comuni costieri, costretti ogni mattina ad un vero e proprio calvario per recarsi al lavoro.

I pendolari per lavoro e studio in Liguria sono considerati cittadini di serie B…C nessuno tutela questi lavoratori/studenti.

E poi c’è l’eterna colonna di auto che attraversano le Albisole.

Ma se l’Altissimo ha avuto pietà della gente in coda al semaforo di Celle, facendo emergere due crepe in una casa, per l’ultimazione dell’Aurelia bis dovrà fare un miracolo!

https://www.rainews.it/tgr/liguria/video/2023/05/ripartiti-i-lavori-per-laurelia-bis-savona-albisola-superiore-334e8e8b-c288-4ac5-aab5-b50d24163757.html

In questo tratto di strada c’e’ anche un posto maledetto, Capo Torre!

Una zona che divenne tristemente famosa, durante il conflitto mondiale a seguito di un bombardamento.

Un tratto di Aurelia, che annovera decine di vittime della strada, una curva pericolosissima, poco segnalata, con quel repentino cambio di direzione dopo due rettilinei.

In prossimità della curva, in loro memoria, ci sono alcuni fiori, ma abbiamo dimenticato un’altra tragedia, avvenuta appena dopo la curva, a ricordarcelo c’era una targa con i nomi di tre amici, che proprio in quel punto hanno perso la vita, in un incidente stradale, quella scritta forse a seguito di lavori è scomparsa

Nella piazzola di sosta di Capo Torre c’è la grande lapide, con alcuni nomi incisi, sono i nativi di Celle che perirono il 12 agosto del 1944, quando la zona fu pesantemente bombardata dagli aerei alleati, forse nell’intento di colpire il treno armato, della regia marina, confiscato e lasciato in disarmo dai tedeschi.

Quel giorno, fermo a seguito dell’allarme aereo, nella galleria Fighetto, c’era un treno passeggeri, gli alleati sganciarono bombe da 500 libbre, che provocarono il crollo della galleria quel bombardamento, fece 18 vittime.

A lato della passeggiata di Albisola è visibile la sagoma della struttura, dove era ricoverato il locomotore, mantenuto sempre in pressione per movimentare il treno armato.

Oggi la galleria è interdetta anche al passaggio pedonale, un grande albero di fico, ne occlude la vista.

Spiace parlare di tutti questi lutti, ma questa è la storia, non esaustiva, di questo tratto di strada.

L’Aurelia, percorsa ogni giorno dai nostri concittadini, poco prima di Capo Torre attraversa una zona di grande pregio, una della poche rimaste del nostro litorale, non cementificata, dove la flora cresce spontanea, con un’incedibile varietà di specie botaniche, nascosti dagli arbusti vi sono alcuni terrazzamenti dove erano stati piantumati dei vitigni.

Capo Torre è luogo di nidificazione dei gabbiani, che si alzano subito in volo, preoccupati della mia presenza.

Grandi blocchi di conglomerato sembrano emergere dal mare sono i cosiddetti detti faraglioni di Celle

I tira belino sempre pronti! Decidemmo l’intitolazione ad onorem, di questo lungomare, ad un nostro collega, che si soffermava a guardare le sirene sugli scogli, fu incisa una targa, con il suo nome e la motivazione.

Quel pezzo di alluminio rimase incollato a quella ringhiera per molti anni.

Da Roglio si diparte la strada per Pecorile, dove poi transitando da Narichetti, si arriva ad Albisola, un percorso alternativo, utile in caso di blocco dell’Aurelia.

Perché non sono mai state collegate da una strada le due frazioni di Celle, Pecorile e Cassisi? Si poteva Creare come in Costa Azzurra, una rue di Corniche alternativa alla strada de Bord Mere.

In questa zona inizia una profonda faglia, che prosegue in mare, una caratteristica del Mar Ligure, che qui particolarmente trasparente lascia intravvedere il fondo marino,

Nel viaggio di ritorno impossibile non ammirare da S.Bastian, la bella vista verso il borgo colorato di Celle.

Le foto in b/n sono tratte da ” Celle e la Ferrovia” per gentile concessione Monica Badano e Piero Perata

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