6)A Camionale e u Trenu

La Liguria terra di monti che si tuffano in mare, da sempre con grandi problemi di viabilità, fu a partire dagli anni 50 attraversata da due infrastrutture autostradali e una ferroviaria, con percorsi in gran parte scavati nelle viscere della terra.
I tunnel sconvolsero le falde acquifere e i viadotti deturparono per sempre il paesaggio.

Nel 1954 una parte dei terreni della località della Vignetta furono espropriati per lo scavo della trincea del tracciato della costruenda Camionale.
Il movimento terra causò gravi danni alla casa dei Feipin.
La località della Vignetta è sempre stata deficitaria di acqua e nei periodi di siccità si andava a prendere cun u Carattellu, l’acqua da una fonte nei pressi di S.Domenico, poi utilizzata per l’irrigazione, tramite na Cantabrina.
La situazione idrica migliorò quando nel 1953 fu captata una sorgente dau Briccu da Pansa e le colture furono adeguate a questa nuovo apporto irriguo.
I lavori per lo spostamento a monte della linea ferroviaria nel territorio del Comune di Varazze iniziarono nel 1963 e terminarono nel 1968

Il traforo della lunghissima galleria, tra Varazze e Cogoleto, perforò e interruppe un’enorme falda d’acqua, contenuta nelle viscere del Monte Grosso.
La prima sorgente che si inaridì fu quella du Briccu da Pansa poi venne meno anche l’apporto idrico della sorgente dei Funtanin che permetteva di irrigare gli omonomi terrazzamenti e quelli du Cian du Tunnu.
Anche i Rian de Rive, da Moa e da Furca diminuirono sensibilmente la loro portata d’acqua.

La cronaca locale dette molto risalto al prosciugamento del Funtanin della Bella Rusin Lavarello, moglie di Francesco Cilea.
Fu intentata una causa civile contro le Ferrovie dello Stato per aver interrotto la falda artesiana togliendo l’apporto idrico alle soprastanti coltivazioni.
Il braccio di ferro con le Ferrovie si concluse nel 1976,
Il giudice dette ragione a quelli della Vignetta e condannò le Ferrovie dello Stato a porre rimedio alla mancanza d’acqua alla Vignetta.

A risarcimento del danno subito, per il prosciugamento delle fonti di irrigazione, fu installato a spese dell’Ente Statale un sistema di pompaggio dell’acqua di falda presente all’interno della galleria del treno.
L’acqua ancora oggi è pompata in una cisterna che posizionata sulle pendici du Briccu de Rive.
A carico dei residenti fu la posa in opera di una tubazione in acciaio, interrata, che fuoriesce dalla galleria di sfogo nei pressi del greto dell’Arzocco.

Si inerpica sopra a Ca de Toe, arriva alla diga dell’Acqua Ferruginosa, poi dall’Oca, scende e risale dal Rian da Moa e arriva alla cisterna.
Lina racconta quando era necessario avviare manualmente e poi spegnere il sistema di pompaggio e lei doveva partire dalla Vignetta e poi scendere nell’Arzocco, nei pressi del tunnel di sfogo dove c’era il quadro elettrico.
Giumin si commosse quando vide arrivare nel mese di luglio del 1976, dopo 8 anni di contenzioso, l’acqua per uso irriguo nei campi della Vignetta.

Per uso potabile era utilizzata l’acqua piovana, convogliata dal tetto della grande casa natale dei Ghigliazza, raccolta e conservata in una cisterna, dove si decantava e manteneva anche d’estate una gradevole temperatura rinfrescante.
D’estate quando l’acqua della cisterna scarseggiava erano sempre i bambini addetti all’approvvigionamento dell’acqua potabile scendevano a Crosa de Rocche ancora percorribile oggi fino ad arrivare alla fontana di S. Domenico.
Oppure con un altro sentiero per prendere l’acqua dau Funtanin da Bella Rusin.
continua
foto b/n Archivio Fotografico Varagine
