Vira de Bordu! Gerolamo Delfino

Gerolamo Delfino l’Eroe del Galilea

La decisione di Gerolamo Delfino di contravvenire agli ordini per prestare soccorso alla nave trasporto truppe Galilea fu un gesto di grande umanità.

Ma perché avvenne quella tragedia?

Che cosa ci faceva quel convoglio italiano nel canale d’Otranto?

Un pò di Storia

Il 28 ottobre del 1940 Mussolini ordinò l’attacco alla Grecia

L’8 novembre a seguito della violenta reazione dell’esercito greco le truppe di invasione italiane furono costrette a ritornare sulle loro posizioni in Albania

Il 12 novembre per rappresaglia dell’attacco contro un loro alleato, aerei inglesi affondarono nella base navale di Taranto metà della flotta italiana

Il 19 novembre nonostante la disfatta Mussolini pronunciò il famoso discorso “…spezzeremo le reni alla Grecia!”

Il 3 dicembre con una controffensiva l’esercito greco penetrò in Albania facendo arretrare le posizioni difensive italiane

Il 5 dicembre con un intervento aereo la Germania arrivò in soccorso del corpo di invasione italiano

Era una guerra già persa in partenza!

Era meglio chiedere scusa e finirla lì

Negli stessi giorni ci fu anche la disfatta italiana in terra d’Africa.

Dopo queste sconfitte, l’esercito italiano sarà definitivamente succube al comando tedesco.

Ma serviva altra carne da cannone, per il regime fascista.

Gli Alpini rimasti come presidio al sole della Grecia, furono fatti rientrare nella madrepatria, per essere inviati nell’inferno bianco della Russia.

Alle ore 13 del 28 marzo del 1942 il cacciatorpediniere Antonio Mosto al comando del capitano di corvetta Gerolamo Delfino salpò da Patrasso insieme all’incrociatore Città di Napoli e ai cacciatorpedinieri Sebenico, Castelfidardo, Bassini e San Martino, facenti parte della squadra di scorta a un convoglio di mercantili adibiti a trasporto truppe, Galilea, Francesco Crispi, Ardenza, Italia, Viminale e Piemonte.

Tempesta, mare forza 6

Sulla motonave Galilea erano imbarcati 1313 soldati la maggior parte alpini del Gemona e della divisione Giulia. Ma anche alcuni prigionieri politici greci.

Molti soldati non trovando posto in coperta erano sul ponte avvolti da coperte e mantelline.

Alle 23.45 il sommergibile inglese Proteus lanciò un siluro che colpì il Galilea sulla sinistra.

La nave si inclinò, rendendo vano l’utilizzo di alcune scialuppe, che non erano comunque in numero sufficente, per quel contingente militare a bordo.

Come non vi erano abbastanza giubbotti di salvataggio per tutti.

Gli ordini erano tassativi in caso di attaccò “si salvi chi può!”

Ogni unità di scorta al convoglio o di trasporto truppe, per scongiurare altri affondamenti di naviglio, doveva allontanarsi a tutta forza dalla zona d’attacco.

Cosa che non fece il cacciatorpediniere Mosto, al comando di Gerolamo Delfino

“Vira de bordu!”

Fu l’ordine impartito dal capitano Delfino

Contravvenendo alle disposizioni, il Mosto manovrò, per portare soccorso al Galilea.

Ma le operazioni di salvataggio dei superstiti furono molto difficili.

Il Mosto, sganciò diverse bombe di profondità.

Ma non poteva fermare le macchine, sarebbe diventato un bersaglio fisso, troppo facile per un sottomarino.

E a rischio c’era l’incolumità dell’equipaggio

Con il buio, il freddo, il mare mosso, l’affondamento del Gallilea, divenne un’ecatombe.

Sul Web ci sono delle discordanze sul numero delle vittime e dei superstiti.

I morti e dispersi furono 995.

Alcuni cadaveri furono trascinati sulle coste greche

Mentre quelli messi in salvo furono 319.

Almeno la metà furono tratti a bordo del Mosto.

La nave affondò alle 3.50.

Il comandante Emanuele Stagnaro, che si era prodigato per portare il Galilea verso fondali più bassi, non abbandonò la nave e perì nella tragedia.

Il mattino dopo arrivarono in soccorso alcune unità navali e con la luce del giorno, riuscirono a portare in salvo altri superstiti.

Fu inviato anche un idrovolante della Croce Rossa, ma durante l’atterraggio si capovolse.

Il Capitano Delfino fu processato.

Incriminato per insubordinazione.

Fu prosciolto dopo aver dichiarato, che le bombe di profondità sganciate dal Mosto erano riuscite, se non a colpire, almeno ad allontanare il sommergibile.

Gli alpini, ricordano con riconoscenza il Comandante Delfino, decorato nel dopoguerra per il suo gesto, cittadino onorario di Gemona in Friuli, Varazze commemora questo suo Grande Concittadino per il suo  “profondo senso di umanità che vinse quello del dovere” e gli ha dedicato il molo di fronte alla chiesa di Santa Caterina

A questo link di Ponente Varazzino, le commemorazioni in onore di Gerolamo Delfino   L’eroe del “Galilea” con la Borsa di studio per l’anno scolastico 2018-19 Tema proposto: Analisi e valutazione dei comportamenti e delle reazioni umane di fronte alle emergenze che a volte il destino ci riserva.

Nota dell’autore

Gli articoli sono di libera fruizione e possono essere utilizzati in copia, previa comunicazione e citando la fonte, in alcun modo ne deve essere modificato il testo.

Lascia un commento