A Ca du Tabachin

Di questo edificio restano solo le pietre di fondazione, di quella che un tempo era una casa bottega.

Quando a Stra de Fo Lungo, era molto frequentata per l’andirivieni oltre il Giovo Ligure, qui viandanti pellegrini e commercianti trovavano tabacco ed altri commerci.

Borsa nera e contrabbando.

Già dal Medioevo era in vigore il dazio, una tassa da pagare per far entrare merci in una città, il pagamento di questa tassa di consumo, era sospeso in occasioni di fiere e mercati.

Quando i commerci navali divennero preponderanti per un certo periodo di tempo il pagamento del Dazio fu sospeso.

Lo impose nuovamente la Repubblica di Genova.

Durante il periodo napoleonico nei primi anni dell’800 fu gestito da un apposito contingente militare.

Con il Regno d’Italia furono istituiti i Dazi, secondo l’ordinamento piemontese.

Le merci in entrata nelle città dovevano “pagare dazio”

Da sempre per una giusta causa o per propri lucri, l’uomo ha cercato di eludere questa ingiusta tassazione.

A Ca Du Tabachin, strategicamente immersa nel bosco, un po’ discosta da una strada di grande comunicazione era una di quelle tappe fisse per chi si approssimava a valicare lo spartiacque dei monti liguri.

Chi transitava da e per il passo di Fo Lungo da a Ca du Tabachin poteva procurarsi il necessario per il vizio del fumo e magari far altri commerci non proprio leciti.

Per interrompere questi commerci fu forse rasa al suolo e depredata delle pietre

In tempi più recenti la via del contrabbando nella nostra città aveva altre direttrici

I Camalli de Stecche recuperavano le sigarette sbarcate nottetempo fra gli scogli d’Invrea e per sentiero salivano verso il Monte Grosso.

Storie tramandate di strane apparizioni a Ca du Diau, di luci e di quella campana della chiesa della Guardia che suonava senza che ci fosse nessuno, furono probabilmente divulgate per tenere lontana la gente, nelle ore notturne da quella zona.

Grazie a Maurizio Pescio per avermi accompagnato alla ricerca di Cascine e Seccou da Vegia Arpiscella.

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