
Lei amava quel tratto di lungomare, era l’antica ferrovia, liberata dai binari.
Tutto quello stupendo scenario, fatto di scogliere pinete e spiaggette, finalmente, poteva essere goduto appieno, non più solo con il collo storto, dal finestrino di un vagone.
Un pezzo di paradiso in terra, era fruibile, grazie al lavoro di chi, molti anni prima, aveva materialmente compiuto un’ impresa disumana.
Anna era nata in Olanda nella nostra città, in vacanza aveva conosciuto l’amore della sua vita.
Lei e Renato furono tra i primi a godere di quella meraviglia
Dal buio di quei tunnel si usciva abbagliati dalla luce a guardare il mare, frangere sugli scogli che dividevano la battigia in piccole spiagge di sassi.
Un posto rimasto intatto dalle brutture degli uomini, dove era viva la forza della natura capace di metter radici fra quelle rocce.
L’ex sede ferroviaria, poteva esser percorsa anche in bicicletta, sospingendola a mano, quando le ruote sprofondavano nella ghiaia residuo dell’antica ferrovia.
A lei piaceva sentire il calore del sole, che scaldava le pietre e quel mare, trasparente, da veder i ciotoli fatti rotolare dalle onde.
Chiudere gli occhi e farsi accarezzare dal vento, che sempre prima o poi arrivava.
Poi la vita prende le persone e le porta lontano, in Olanda e Germania.
Ritornavano, per qualche giorno in vacanza d’estate, in quel lungomare.

Ad Anna bastava quella vecchia bici, era felice di raggiungere ancora una volta quel posto dove il sole scaldava le pietre.
Una sola cosa chiese….di esser portata lì per sempre.
Quell’unico desiderio fu onorato da Renato Righetti, che mi ha raccontato della sua compianta moglie Anna V/D Berg



