
U Rian da Moa cogge l’egua dai bricchi Noia e Grossu e l’egua du Briccu e du Rian de Rive.
E’ un bel ambiente naturale a due passi dall’abitato del Cavetto.
Il percorso pedonale partendo da Ca de Oche duvve sun i Piliun è completamente pianeggiante, fino ad arrivare al Rian, poi è impossibile continuare per la presenza dei rovi che occludono il sentiero che sale verso il Bric Noia.
Anche qui cresce rigogliosa la macchia mediterranea, cun Custi di Brughe, Zenestra, Cistu, Lentiscu, Murtin Erbui de Ersci Ruette Mimose, Pin Gaseolli…e alberi totem residui degli innumerevoli incendi.
La fauna è presente con un bel esemplare di capriolo adulto.
In basso è ancora visibile, l’antico sentiero che da Sciappapria, passando sotto il ponte autostradale, correva parallelo al rio e poi si inerpicava salendo i versanti del Briccu de Rive.
Oggi alcune sbigge interrompono questo percorso.
Una deviazione che attraversa il Rian da Moa si congiunge con il sentiero che arriva dalla Vignetta e sale al Monte Grosso.
Piu a Valle prima della tombinatura du Rian da Moa è scomparsa a seguito del raddoppio autostradale la fontana della bella Rosin, Rosa Lavarello che sarà poi la moglie del maestro Francesco Cilea.
In questa zona il Rian con i Surchi irrigava la zona ortiva della Mola.





