
Mario Traversi con un viaggio onirico, a ritrorso nel tempo, incontrò nel 590 d.c. sulla spiaggia di Varagine, Teodolinda, ai bagni di sole e acqua denominati Mediolanum
Fu ricevuto nella tenda regale, dove la regina stava trascorrendo un breve periodo di vacanza, sulla nostra spiaggia.
Mario, fu colpito dalla bellezza e dal portamento di Teodolinda, dalle sue movenze e nonostante il lungo abito da spiaggia si intuivano le forme di un corpo giovane e sinuoso.
Con un bel sorriso, la regina lo invitò a sedersi su una stuoia
Erano molte le domande che Mario voleva fare alla regina
Prima di incontrare Teodolinda, Mario aveva ascoltato quello che dicevano i suoi compaesani, convenuti sulla battigia, per ammirare gli sfarzi della corte regale.
Tutti avevano capito, il perché di quel soggiorno marino della regina.
Il motivo erano le altre tende, quelle che si vedevano in lontananza, sotto la punta dell’Aspera, dove si era accampato Agilulfo
C’era chi giurava, di aver visto Teodolinda e il duca di Torino bagnarsi nudi sotto la luna d’agosto
Mille domande affollavano la testa di Mario, che alla fine le chiese notizie del Re Autario
Mai domanda fu più inopportuna, vide la regina aggrottare la fronte.
Ma poi sul suo volto ritornò il sorriso.
Teodolinda offri a Mario una coppa di vino.
Mario ebbe come un presentimento.
Poi un brivido lungo la schiena, lo trattenne dal sorseggiare quel vino.
A questo punto Teodolinda afferro’ il calice, che Mario teneva in mano e bevve un lungo sorso di vino, poi con un sorriso lo restituì al suo ospite.
La Storia
Con Mario siamo capitati per caso o chissà perché, dalla cappella di S.Michele a La Carta di Sassello
Questa chiesa, fu costruita nel 1523, sui resti del cippo del 600 d.c, eretto dai 40 fuochi o famiglie che abitavano in questo territorio, per festeggiare il passaggio della regina Teodolinda, durante il suo viaggio da Pavia a Varazze.
Dalle leggende storiche, Teodolinda, figlia del re Longobardo Garipaldo ”era statis eleganti forma”
Nell’anno 589, sposò Autari, re dei Longobardi, “satis juvenili aetate floridus” e lo seguiva nelle battute di caccia “in Silvam Urbis” nell’Alta Val d’Orba, dove sembra che Teodolinda abbia pernottato, nel suo viaggio da Pavia capitale dei re Longobardi a Varazze.
Nella nostra citta, avevano dei possedimenti
In uno dei capanni, che venivano approntati come rifugio per i re Longobardi, nelle battute di caccia, Teodolinda avrebbe ricevuto gli omaggi e i doni dei vassalli e delle quaranta famiglie ivi residenti, la località dove avvenne l’incontro fu in seguito chiamata Piazza Doni

Per vedere la bella Teodolinda, che guardandosi allo specchio si pavoneggiava esclamando “ Se lo specchio non mi inganna sono la più bella del contado” arrivò gente anche da altri paesi,
Rivolgendosi ai suoi sudditi, dopo aver raccomandato la buona dottrina cristiana, lesse e spiegò ai vassalli e ai contadini illetterati le leggi da osservare e i tributi in natura da versare ai fattori con il codice detto “ la Carta”

Da qui il nome della località del Sassellese dove si erge la chiesa di S.Michele
La Storia/Leggenda ci dice che la regina, si recava in spiaggia a Varazze, per fare i bagni e dove Teodolinda avrebbe incontrato il duca di Augusta Taurinorum (Torino), follemente innamorata di lui, avrebbe pensato di avvelenare Autari
I Longobardi si erano affezionati a Teodolinda e dopo la morte di Autari, le permisero di conservare la dignità regale e la invitarono a scegliersi un marito.
Ma c’era già il predestinato.
In seconde nozze nell’autunno del 590, Teodolinda sposò Agilulfo, il duca di Torino, “uomo molto coraggioso e forte in guerra tanto di aspetto che di animo a governare “(scrive Paolo Diacono cap 3 n°35)
Sempre la Storia/Leggenda, dice che la regina invitò Agilulfo a recarsi da lei, a Lomello, in provincia di Pavia, Teodolinda si fece versare un po’ di vino e dopo aver bevuto per prima, offrì ad Agilulfo quello che era rimasto nel calice
Il duca di Torino, prese la tazza e le baciò la mano, ella diventando tutta rossa, gli disse che non doveva baciarle la mano, ma il volto.
E avvicinandosi, per avere il bacio, gli sussurrò che lo aveva scelto come sposo.
Così Agilulfo, divenne re dei Longobardi.
Ma pare che da tempo, avesse tramato per eliminare Autari.
