
Nel 1920 all’incrocio della strada che va alla Fontana del Vinò e il sentiero che porta nei boschi, nella località Rivà, c’era una piccola nicchia, scavata nella roccia dai primi abitanti di questa zona, con una statuina della Madonna.

In questa zona, viveva la famiglia di Giusto Bartolomeo originario di Lerca, che aveva sposato Maria, una ragazza di Cantalupo.
Dal loro matrimonio nacquero sette figli, Antonietta, Felicita, Caterina, Maddalena, Candida, Ambrogio e Stefano
Antonietta una sorella di Giusto Bartolomeo, aveva passato la sua vita a servizio di due ricchissime famiglie varazzine.

Quando era libera dal lavoro si riposava, qui al Rivà, nella casa dove ora abita Cristina Giusto.
Propose di costruire un’Edicola all’incrocio delle due strade.
Tra il dire e il fare, passò molto tempo.
I figli nel frattempo, divisero le proprietà di famiglia.
Il progetto della costruzione dell’Edicola fu affidato a Giusto Stefano, il bisnonno di Cristina Giusto.
Ma lo scavo per la costruzione dell’Edicola, venne fermato da un’altra famiglia che abitava nella Rivà.
Ci furono delle discussioni accese, perché proprio nel punto, dove era prevista l’edificazione dell’Edicola, doveva passare una strada carrabile, molto più ampia del sentiero esistente.
A quel punto, Giusto Stefano, non autorizzò più il transito dei prodotti e dei materiali da e per l’oliveto e gli orti soprastanti.
A mettere pace in questo angolo di mondo, fu Baglietto Bernardo, il futuro marito di Antonietta, figlia di Stefano Giusto.
Antonietta era nipote dell’omonima, che per prima aveva avuto l’idea di edificare il Nicciu.
Bernardo, tra un bicchiere di vino e l’altro, convinse il futuro suocero ad autorizzare l’allargamento della strada.

L’avvenuta quiete fra le famiglie, fu anche il momento tanto atteso della costruzione dell’Edicola.
Che fu edificata, nei primi anni trenta, del secolo scorso da Baglietto Bernardo e Damele Agostino detto u Stinillo, che aveva sposato Ada, una trovatella adottata da Antonietta.

Quando fu terminata la costruzione dell’Edicola, Antonietta pose nella nicchia la statua della Madonna della Neve.
In quel periodo storico, forse per le abbondanti nevicate, la devozione Mariana per la Madonna da Neive, era molto sentita.
La ricorrenza si celebra il 5 di agosto.
https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/fede/la-storia-della-madonna-della-neve-46234
Questa devozione nasce il 5 agosto del 358 d.C.
Quando Roma si svegliò sotto una coltre di neve bianca.

Un fatto insolito, che ancora oggi viene narrato, di generazione in generazione, e che ha dato vita a quello che è passato alla storia come “il miracolo della neve”rievocato con una suggestiva cerimonia.
La neve si depose su un colle di Roma, e lì fu edificata la Basilica di Santa Maria Maggiore.

La Madonna della Neve è la patrona del quartiere Fornaci di Savona, ogni anno il 5 di agosto si celebra questa ricorrenza, con la statua della Madonna che arriva dal mare.
Nelle due nicchie laterali du Nicciu da Rivà ci sono le statuine di Sant’Antonio da Padova e Santa Rita da Cascia.
Furono costruite anche due aiuole, che costeggiavano la stradina, fino ad arrivare all’incrocio, decorate con pietre bianche di mare.

L’Edicola e le aiuole erano sempre ben curate da Antonietta, conosciuta a Cantalupo come a Lalla de Bun-e perché quando tornava a casa, passando da Ciassa de Cantalù, dava a tutti i bambini na Cosa Bun-a, na splinsigò de fenugetti.

Nel 1944/45 le aiuole furono distrutte dai cavalli dei soldati, che avevano preso alloggio nella casa di fronte a l’ex abitazione della famiglia Volpi.
Non si hanno notizie se la costruzione del’ Edicola fu Per Grazia Ricevuta.
Un lodevole passa parola fra tre generazioni è arrivato fino ai nostri giorni.
Ci racconta una bella storia, quella della devozione di Antonietta e della riappacificazione di due famiglie, ma anche del ritorno a casa, dalla carneficina della Seconda Guerra Mondiale, di Giusto Bartolomeo, il nonno di Cristina Giusto.
Nel 1945 Bartolomeo fece restaurare l’Edicola, per ringraziamento di essere ritornato vivo dall’inferno di un campo di sterminio.
Quando arrivò a casa pesava 36 kg.
Questo è tutto quello che c’è scritto, su di un foglietto della storia del Nicciu da Madonna da Neive.
Scritto da Paolo u Russu al secolo Baglietto Paolo.
Ringrazio Cristina Giusto per avermi raccontato la Storia du Nicciu da Madonna da Neive e per tutte le altre preziose notizie.
Grazie a Cristina e a Monica Fazio è stato possibile portare a conoscenza, un’altra bella Storia di devozione della comunità di Cantalupo.
foto in b/n Archivio Storico Varagine
