A Funtana du Papa

” Dopo di che scendendo dalla parte del giogo che guarda a tramontana se ne andò per la via del Piemonte…Innocenzo, essendo entrato in un bosco ombreggiato da piante antichissime di castagni e d’ontani, scorse una fontana dalla quale sgorgava acqua limpida e fresca e avendo sete, volle bere dalla medesima e le diede la sua benedizione. E’ perciò questa fonte, sino da quel giorno si prese a chiamare col nome di fontana del papa…” tratto da “Scritti letterali” di Tommaso Torteroli

6 aprile 2021

La fontana, dove il papa Innocenzo IV si fermò, per dissetarsi, durante la sua fuga, per non essere intercettato dall’esercito di Federico II, è citata in alcuni scritti, forse era una credenza popolare, tramandata da generazioni, diventata poi un fatto storico, ma non è importante l’origine, quello che serve è comunque mantenere la memoria sui fatti, storici, di devozione o di credenze popolari, della nostra citta’

Le persone anziane, sanno che esiste, ci andavano per devozione, ne hanno bevuta l’acqua e riempite delle bottigle da portare a casa.

Quei du Pei loccian a testa e discian ” A fontana du Papa? Ai voglia arrivoghe, u ghe da camino’ tantu” Quelli che stan a e Verne invece ” A l’e’ chi sutta de la’ da u Maequa, ma nu se ghe arriva ciu’ ghe pin de ruvei!”

Qualche giorno fa, raccolte ancora alcune informazioni, dagli abitanti della località di Teglia e Verne, sono andato alla ricerca della fontana del papa, preavvisato comunque del fatto, che una strada, scavata qualche decina di anni fa, per operazioni di taglio e per lo sgombero delle carcasse di gasie e castagni, precipitate nel torrente che occludevano il deflusso delle acque, ne aveva di fatto cancellato le tracce e al posto della fontana, avrei trovato forse solo una sorgente d’acqua.

Dalla località Verne è impossibile raggiungere la sponda del Maegua, visto l’impressionante groviglio di rovi e alcuni strapiombi, l’unico modo per accedere all’alveo del torrente è quello di seguire il corso del rio che attraversa questa località, niente rovi, solo scogli da superare e molte gasie e ersci abbattuti e di traverso sul corso d’acqua.

Poco prima di arrivare nel letto del Malacqua, iniziano le testimonianze delle opere umane, l’alveo non è più regimentato da muri, ma molti sono i terrazzamenti che occupano, alternativamente la sponda destra e sinistra.

A monte della confluenza del rio Verne, che ho seguito per raggiungere l’alveo del Maegua, ci sono i residui di un pilone, che sorreggeva un ponte.

In questo punto la strada attraversava il torrente, per proseguire verso Teglia.

In sponda destra è visibile l’enorme basamento di pietre e calce, che era l’altro appoggio della struttura stradale, stupisce l’enorme mole di questo baluardo, posto in opera per evitare l’erosione delle acque che in questo punto, avevano probabilmente divelto qualche altro ponticello, costruito da chi doveva manutenere questa strada in buone stato, per ogni evenienza e perché no anche a prova di un papa che stava scappando con tutta la sua corte una sera d’autunno del 1244!

Sembra quasi una lotta contro la natura, questo gigantesco blocco di pietre e calce, una sfida lanciata migliaia di anni fa e vinta dagli uomini, contro la furia di questo corso d’acqua, oggi questo basamento, che forma una sorta di diga e tiene bloccati in un’ansa, alcuni metri cubi di pezzi di legno è ancora perfettamente integro.

Continuando la direttrice verso nord, di questo attraversamento fluviale è visibile un altro pilone, che completava quest’opera, qui è visibile uno strano incavo, forse un incastro per le traverse del ponte.

Da questo punto, in riva sinistra, non è più possibile addentrarsi oltre, per gli innumerevoli alberi abbattuti e non, che ostruiscono e compromettono il proseguo del tragitto.

Seguo la strada, ampia e ben conformata verso valle. In questo punto il corso del Malacqua e soggetto a diversi salti d’acqua.

Il più spettacolare forma un bel lago con un inquietante anfratto, una sorta di caverna, sotto il pelo d’acqua, proseguendo l’alveo si stringe, con un bel strapiombo di rocce in riva sinistra e un acclive pendio, con acacie e ontani.

A destra, un bel lago sottostante, fa da specchio ad un cielo azzurro.

E’ in questo punto, secondo le indicazioni ricevute, che devo cercare la fontana del papa o quel che ne è rimasto.

La strada è leggermente in salita, ma subito dopo si intravvede una discesa verso alcuni terrazzamenti. Un rivolo d’acqua, che fuoriesce da alcune pietre, mi segnala l’obiettivo raggiunto!

Anche se edotto di cosa avrei trovato, provo comunque una sorta di delusione, niente fa pensare che qualche secolo fa, in questo punto ci fosse una fontana e che avesse addirittura, dissetato un papa e tutto il suo seguito! Ma soprattutto penso a chi ancora qualche decennio era, solito per devozione, arrivare fino qua alla fontana del papa.

Avvicinandomi alla sorgente, ingentilita da una pianta d’edera, sento un bel rumor d’acqua, che forse precipita in una cavità verso il Malacqua.

La zona è sopraelevata, panoramica verso l’alveo del torrente e bisogna immaginarla con molta vegetazione in meno, con le fasce coltivate i sentieri ben visibili. E’ probabile che la fontana fosse in uno spiazzo a bordo strada, contornata di pietre e magari segnalata da un pilone votivo in pietra diruto e perso per sempre.

Ritorno sui miei passi e non posso, non vedere la devastazione forestale in questo punto, dove decine di alberi giacciono divelti dalle loro radici, altri alberi secolari avvinti dalla mortifera edera, sono di fatto già alberi morti, presto saranno atterrati alla prima tramontana, l’alloro ha colonizzato alcuni terrazzamenti, anche questa una testimonianza di antiche coltivazioni.

Un paio di baracche ricoveri di attrezzi delle ultime persone che qui lavoravano la terra, con il tetto di lamiera, stanno per essere fagocitate dalla foresta di rovi che dalla soprastante località Verne, arriva fino qui ad abbeverarsi nel torrente Malacqua.

2 pensieri riguardo “A Funtana du Papa”

    1. Hai ragione dovrei mettere una cartina. Comunque ho fatto diversi tentativi per ritrovare la sorgente poi ci sono arrivato, scendendo dal Rian de Verne. L’alternativa è arrivare da Cravassa ma bisogna guadare almeno un paio di volte il Malacqua. Come ho scritto della Fontana del Papa è rimasto solo un’anfratto da cui si sente il rumore dell’acqua.

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