30 marzo 2021

Sembra una rima, ma l‘alga del Rio Malacqua, è una caratteristica in questo periodo dell’anno, l’acqua cheta, ha propiziato il suo sviluppo e con i suoi lunghi filamenti, ha colonizzato tutto l’alveo alluvionale di questo torrente.

All’interno dell’alga protette dai predatori, milioni di uova di rana, aspettano il tempo giusto, per trasformarsi in girini.

Le piene di questo torrente, affluente del Teiro, che nasce ai Cian di Pesci nei pressi dei Pre de Pursemmu, raccoglie, in caso di pioggia, le acque di un grande bacino imbrifero la vallata al cui apice c’è S.Martino di Stella, hanno spesso contribuito in modo catastrofico, agli esondamenti del fiume Teiro, nei pressi dell’abitato della nostra città.

Gli effetti della sua possibile, grande portata d’acqua, sono chiaramente visibili dai residui di vegetali, alberi sradicati smottamenti e notevole presenza di materiali inerti, lungo l’alveo del fiume traportati dalla corrente.

I cartelli stradali posti sopra i guadi del Malacqua, segnalano il pericolo di zona esondabile, in caso di forti piogge.

La piena del Malacqua è la prima ad arrivare è quella che innalza in poco tempo il livello del Teiro, poi se il temporale si è scaricato sul Beigua allora, a distanza di qualche minuto arriva la seconda ondata .

Poderosi muri, delimitano la parte finale, del corso d’acqua, di questo affluente del Teiro, in uno scenario molto antropizzato, con ampi terrazzamenti, strade sentieri e qualche albero da frutto, oggi questo territorio è completamente abbandonato dall’uomo e da ogni forma di attività

Un pilastro di origine romana visibile nella foto, univa con un ponticello o una cianca, una passerella, l’antica via Emilia Scauri, proveniente dalla località In Spalla d’Ursu, in sponda destra del rio, con la mulattiera che sale con un andamento molto ripido, in direzione delle ultime case della frazione Pero, e poi passando pe u Cian da Giescia e giu du Briollu raggiunge la località Verne.

Un percorso più recente, continua nel fondovalle, parallelo au Maequa e prosegue per arrivare a S.Martino, intersecando la via romana in località Verne.

Se si continua lungo il corso del Malacqua dopo circa un centinaio di metri si incontra un’altra stradina che diventa sentiero e dopo un paio di tornanti in mezzo a rovi e alberi abbattuti, si arriva sotto au Giu du Briollu, con l’omoninmo rio che scende dau Cian da Giescia e attraversa l’ex discarica comunale di Varazze.

Oggi lungo il letto di questo rio affluente del Malacqua, giacciono fagocitati dalla vegetazione e da sabbia e pietre, i nostri rifiuti anni 50/70, un campionario di come erano i consumi di quegli anni e di conseguenza gli abbandoni di rifiuti nell’ambiente, pratica molto diffusa ieri e anche ai nostri giorni, anche se in forma minore

Era una società che faceva poco uso di plastica e buttava via, per questioni economiche, solo le cose ritenute inservibili e non riciclabili, si notano in primis rifiuti ingombranti pneumatici elettrodomestici e sanitari, molti sono i rottami ferrosi ridotti a frammenti, la plastica è sottoforma di oggetti d’uso lavorativo, la plastica degli imballaggi è comunque sempre presente in questo rio e in altri corsi d’acqua, ma è stata sversata nell’ambiente, in anni successivi.

Plastica che ritroviamo trasportata dalle piene nell’alveo del Malacqua proveniente dove ci sono nuclei abitati o attività umane.

Non manca il solito televisore a tubo catodico

Non pari all’effetto visivo delle plastiche che colorano l’alveo dell’Arenon, il torrente della Ramognina, ma in modesta quantità, onnipresenti anche lungo il corso di questo rio.
