L’Erbu di Franseisi

04 aprile 2021

Nel 1794 gli ideali della Rivoluzione Francese, arrivarono anche in Liguria e nel 1797, come era successo in Francia, i giacobini genovesi, con l’aiuto di alcuni cittadini d’oltralpe, nel tentativo di rovesciare il governo dei Dogi, diedero vita ad una vera e propria guerra civile.

Gli scontri armati, cessarono a seguito dall’intervento diretto di Napoleone Bonaparte, durante la prima campagna d’Italia.

Il 14 giugno di quello stesso anno, fu proclamata la Repubblica Ligure, al culmine della cerimonia, fu bruciato in piazza Acquaverde ai piedi dell’Albero della Libertà, il libro della nobiltà.

Tale cerimonia, era già stata celebrata nella nostra città, nel 1796, quando i varazzini, fautori del libero comune e stanchi del potere dei dogi, che di fatto governavano la nostra città con i Podestà, di nomina genovese, fecero grande festa all’arrivo dell’esercito di Napoleone portatore della grande rivoluzione popolare.

Nella piazza Maggiore, fu eretto l’albero della libertà, (l’erbu di franseisi) e i cittadini festanti, si misero a ballare la Carmagnola, non si ha notizia se ci fu anche a Varazze un rogo di registri nobiliari.

Ma la transizione politica nella nostra citta’, non fu esente da spargimento di sangue.

Allego a questo post, il seguente commento di Lorenzo Vallerga.

Su precedente input di Antonio Ratto pubblico il risultato della mia ricerca.

5 settembre 1797, gli Alpicellesi, armati di forconi e roncole, si sollevarono e guidati dal prevosto Don Jacopo Damele, marciarono su Varazze contro i Giacobini.

Tutto si risolse solo con feriti, mentre furono incendiate e distrutte attrezzature navali, cantieri e case. I giacobini risposero reclutando tutte le persone possibili, sino a cercare rinforzi a Toirano.

I combattimenti durarono dal 6 al 21 settembre e cessarono solo per l’impossibilità materiale, da parte degli Alpicellesi, di continuare la lotta.

Mai, comunque, i giacobini riuscirono a mettere piede all’Alpicella, che si guadagnò, giustamente, l’appellativo di “Piccola Vandea”

Erano chiamati i ” Viva Maria ” attaccavano con questo grido sobillati dal clero, che in quel momento si vedeva minacciato, dalle idee rivoluzionarie francesi, soprattutto sulle proprietà immobiliari della Chiesa

I Viva Maria https://it.wikipedia.org/wiki/Viva_Maria

I francesi ritornarono nella nostra città nel 1800, quando il generale Massena aprì, sulle colline e sulle montagne di Varazze, la seconda Campagna d’Italia.

In un seguito di operazioni brillantissime che hanno i nomi di Monte Croce, punta della Aspera, Monte Greppino, Monte Ermetta, Monte Beigua, Monte Cavalli Bric Gropaccio (U Grupassu) durante la ritirata delle truppe francesi verso Genova ci fu uno scontro, sulle alture di S.Giacomo.

L’orientamento anticlericale, della Rivoluzione Francese è stato forse la causa dell’oblio di questi fatti storici, di notevole importanza, avvenuti nel territorio della nostra città.

Su alcune cime e località del gruppo del Monte Beigua, l’Ente Parco è stato promotore di una pregevole iniziativa turistica/escursionistica tracciando i due sentieri ad anello da dove si gode di incomparabili panorami con faggete e ampie zone prative, del monte Ermetta e del monte Cavalli e collocato dei pannelli che illustrano i fatti d’armi combattuti sui nostri monti dall’ Armèe d’Italie.

Nell’anno 1802 Buonaparte, costituisce la Repubblica Ligure, Varazze è fatta capoluogo del Cantone del Teiro con giurisdizione su Stella Celle Cogoleto Arenzano.

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