
Le Edicole o Piloni Votivi, Nicci nel nostro dialetto dell’entroterra, fanno parte di un enorme patrimonio unico nel suo genere.
Ma anche i nicci, come la fede, gli usi e le tradizioni, simboli di appartenenza ad una comunità che tiava sciu de nie’ de figgi in una terra resa vivibile dalla fatica e dal lavoro, si stanno inesorabilmente perdendo.
Nicci fagocitati da lelua o dai ruvei, privati di statuette e croci, ammalorati e pericolosamente inclinati.
Destinati a diventare uno dei tanti Muggi de Prie anonimi, che si trovano oggi sparsi nei boschi o all’apice di un rilievo.
Di pochi oramai conosciamo il nome, chi l’ha costruito e perché è stato eretto proprio lì in quel punto.
Eretti per fede, grazia ricevuta, per uno scampato pericolo, per un buon raccolto, per la fine di un epidemia, di ritorno dalla guerra, da un periodo di lavoro all’estero o come limite di proprietà.
Piloni con nicchia, che svettano al cospetto di struggenti paesaggi.
Modificati nel tempo in altezza, perché dovevano competere con altri manufatti similari.
I Nicci seguono le vie che dal mare salgono e valicano le nostre montagne.
Prie pota, na Madunetta e due ciappe pe cappellin.
Interrompono la fatica della salita di un cristiano e degli animali da soma.
I Nicci punto di passaggio di lese e bo cabanin sciu e su per le consunte Vie del Legno e del Sale, diventate poi le vie del Lavoro con e scurse pe a Fabrica e i Ciante’ de Vase.
Una moltitudine umana è transitata sotto i Nicci
Si sostava presso un Edicola Votiva per fede o solo come scusa per riprender fiato e posare il carico.
Poso’ a belain-a u lenso’ de fen o un saccu de pigne suvia na posa.
Pe poso u po’ e ossa.
Per bere un sorso d’acqua e fose u segnu da crusce.
Aspettare l’amico pe cuntò due musse e mangiò un toccu de pan
I Nicci dove portare un fiore per un figlio partito in guerra e mai ritornato.
Punto di ritrovo per cattò e vende na vacca o na pegua o quarcosa da mangiò
Un Nicciu del cuore per i giovani e il loro primo appuntamento d’amor e dove trovar un biglietto nascosto con due parole e una promessa.
Se andova con na bella figgia in campurella in te fasce, dau Nicciu de Anime, sciu da via Vegia de Castagnabuona
Altri nicci li troviamo nei pressi dei ponti che attraversano i rian.
Famoso quello con due nicchie dell’Ommu Mortu, dalla pendenza preoccupante.

Maestoso quello du Rian du Mu
Grande quello della Belain-na eretto quando è passata la Madonna Pellegrina.

Nicci ad un bivio come nella vita quando si deve scegliere da che parte andare.

Alcuni sono ex voto conosciuti, come quello du Cullettin fatto perché il terromoto di S.Francisco risparmiò la vita a uno delle Faje.
A e Praè un niccio perché S.Antonio salvò uno dell’Arpiscella caduto nel dirupo.
Un altro sotto all’Aurelia dal Castello d’Invrea, dedicata alla Madonna della Guardia, dopo un pauroso incidente senza vittime.
E poi storie e leggende
Racconti tramandati come quello del Niccio da Munto’ di Buei che ospita il volto consunto di S Anna.

Ma per tutti “A Madonna che a se gia” che si è voltata per non vedere i soldati che di lì transitavano, prima quei mangiapreti dei francesi e poi quel tedesco con la sigaretta….
Tutte le Cappellette erano dei Nicci come quella di S.Bastian e S. Sebastian, S. Anna ecc.
E prima dei Nicci?
Pietre fitte e menhir distrutti o inglobati dai cristiani come nel Nicciu du Bruxin, diruto da un paio di anni.
E che strano quello più moderno, con i nomi di chi lo ha restaurato, all’inizia della strada per la Ramognina.

Perché tre statuette in un’edicola votiva?
Per dividere le spese condominiali?
La risposta la si trova nella roccia dirimpettaia dove tre primordiali Nicci veneravano i defunti in un luogo “ Duvve u se ghe sente”.
Madonnette o Santi fatti benedire durante la festa patronale.
O al Santuario di Savona.
Davano vita a quei piloni di pietre e fango.
Oggi solo cavità vuote
Con un gesto vile e meschino per pochi soldi han tolto la vita da quei Nicci.

Sono fortunati quei Nicci eretti nelle borgate o ai limiti di strade di grande comunicazione.
Mantenuti e curati nel tempo per fede o anche solo per perpetrare la volontà di chi li ha costruiti
La nostra comunità deve essere grata e riconoscente a questi uomini e donne di buona volontà che dedicano tempo e risorse per manutenere questi manufatti.
Prie pota, na Madunetta e due ciappe pe cappellin.
