
Si erano ritrovati su Facebook.
Ora lei pensava a quella inaspettata telefonata. Sarebbe passato da quel paesino, alle falde del Beigua, dove anche lui era nato, quattro case ai lati dello stradone, nel verde di prati e boschi.
Erano cugini, cresciuti insieme, bambini spensierati con gambe veloci e tanta fantasia.
Diventarono grandi
Tutto era iniziato una sera d’agosto.
Lui, quel suo cugino l’aveva invitata al mare
C’era la luna a picco, sopra un mare d’argento, le chiese se poteva baciarla.
Come si fa a dire di no, sotto a quella luna
Fu tutto naturale fra di loro.
Come quando rubavano il tabacco al nonno.
E fumando tra i rami del grande gelso, lui le diceva, da grande ti sposo.
Mannaggia!
Ma sei proprio scemo!
Queste erano sempre le ultime parole, che diceva lei, ogni volta che la teneva per mano, salendo sulla collina, dove nessuno li avrebbe visti.
Poi la vita come il vento sposta le cose, cancella le nostre orme dalla sabbia e quei nomi, che lui aveva scritto sulla corteccia di un albero.
– Ti dimenticherai di me, ogni tanto gli sussurava lei
E lui si dimenticò di lei per 20 anni, si fermò ad Aosta, addetto agli impianti di risalita.
Poi in giro per il mondo.
Arrivavano cartoline di vette innevate che lei conservava in una scatola.
Se riavvolgeva il nastro della sua vita ricordava che qualche uomo era passato, ma nessuno con cui voler far vita insieme
E andata così, diceva a chi gli chiedeva pruriginose notizie di eventuali pretendenti o fidanzati
Lei amava il suo lavoro, star con i bambini a scuola.
Era un pò come essere una mamma.
Però lei quel suo cugino non lo aveva mai dimenticato
Dopo quella telefonata lei, lo aspettava per l’ora di pranzo.
Si riscoprì bambina, con la stessa paura, che lui avesse rinunciato al loro incontro.
Come quando lo aspettava dalla cascata, e non lo vedeva arrivare.
Era il loro posto segreto.
E mai più c’era andata
Senti il rimbombo di un motore fra le case.
Era arrivato!
Teste curiose sbucarono dalle finestre.
Erano i suoi vicini, persone gentili, ma molto curiose a cui dovette raccontar qualcosa
Presa da una strana euforia, si inventò una tristissima storia, su quel cugino che per qualche giorno si sarebbe fermato da lei, per rivedere i luoghi della sua infanzia.
Alla fine del racconto, qualche comare si fece il segno della croce raccomandando al Santo Patrono, l’anima di quel povero disgraziato.
Lei dentro di sè rideva e pensava, le donne sono proprio delle streghe!
Ma lui era lì per lei.
Dopo tanto tempo e la luna sarebbe ritornata laggiù sopra un mare d’argento.
Francesco Baggetti
