Il Racconto nella Cassetta (1)

Intabarrato nella sua mantella, un uomo procede con passo veloce nello stretto caruggio di Sant’Ambrogio.

Ogni tanto si volta con fare nervoso e scruta tra la fioca luce dei lampioni.

Poi riprende il passo, sfidando un vento gelido che gli si appiccica addosso.

E’ già tardi, tutti i negozi sono chiusi, tranne uno, ancora con la serranda a mezz’asta.

Si guarda ancora alle spalle. Entra.

“Buonasera, vorrei un coltello, quello si, con la lama più lunga…. me lo incarti”.

Il negoziante va nel retrobottega, prende una scatola, pochi attimi…e l’uomo si è già confuso nella notte, e con lui il coltello.

“Che grama giornata! Bastano dieci secondi e la gente ti frega subito!”

Mugugna, mentre chiude la serranda, con un tonfo sordo che rimbomba per tutta via Sant’ Ambrogio, come un urlo.

Tira su il cappuccio per ripararsi dalla pioggia e brontolando tra sè e sé si avvia verso casa.

E’ una bella giornata di sole, quella che vede il nostro negoziante aprire bottega. La tramontana ha spazzato via il brutto tempo e il cattivo umore.

Passa veloce la mattinata, tra vendite, scaramucce con i foresti, che ancora non hanno capito la differenza tra intestini e viabilità pedonale e qualche curioso.

“Belin Berto! Ti tiè missu a vende anche e corna… oua! Non ti bastano le tue!”

“Cusse ti disci Rensu, ti e sa ciuccu?”

E’ in quel momento che vede, nella sua vetrina, un grande corno riccamente intarsiato.

Berto esterrefatto lo prende e senza più dare retta agli amici si chiude nel retrobottega.

Che fare?

Rimugina Berto, con quel corno tra le mani, lo gira e lo rigira, pensa allo strano tipo della sera precedente…….ma certo!!!!!

Lui lo ha messo lì.

Lo avvolge in un panno e lo nasconde.

“So io a chi farlo vedere”.

E intanto nelle orecchie sente già il suono del denaro frusciante che entrerà nelle sue tasche. ”

Un corno per un coltello”.

continua

Francesco Baggetti

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