
di Francesco Baggetti
Anni ’60/’70 .
Un bel periodo per Varazze.
La gente sapeva divertirsi e la città offriva bar e ristoranti sempre affollati.
Le sale da ballo erano frequentate da persone di ogni età, sempre eleganti.
In quegli anni erano molti gli stranieri, bella gente, che affollavano i locali e le spiagge.
Ma una sola faceva impazzire il popolo maschile.
Era arrivata dalla Germania, da sola, con un maggiolino blu, decapottabile e sfrecciava per le strade con i suoi lunghi capelli biondo scuro, che ondeggiavano al vento.
Una pelle che il sole aveva reso leggermente ambrata.
Le gambe lunghe e tornite, uscivano da succinti shorts.
La maglietta scollata lasciava intravvedere il seno, racchiuso in un bikini minimal.
La schiena liscia, leggermente incurvata all’altezza del bacino.
“Uno spettacolo della natura!”. Qualcuno aveva detto.
Una donna che sapeva, di far perdere la testa agli uomini, per la sua disinvoltura e libertà.
Ma anche le donne, la perdevano, perché riconoscevano in lei, quella voglia di vivere, che era repressa per convenzione sociale.
“Non maritare mai un italiano. Troppo piccicoso e geloso! ” soleva dire alla ragazza del bar, dove di solito si sedeva per l’aperitivo .
La ragazza arrossiva, mentre lei raccontava dell’ultimo incontro e le dava consigli, su come sedurre un uomo.
Ingrid, quello era il suo nome, faceva ingresso nelle sale da ballo, dei dancing di Varazze, Kursal, Nautilus, Colombo o Boschetto, al suo arrivo, sembrava che entrasse una folata di vento.
Con passo da valkiria, raggiungeva un tavolino, accavallava le belle gambe nude, mettendo in mostra i piedi, con le unghie rosso fuoco, racchiusi in eccitanti sandali, con tacco dodici.
Gli uomini, rimanevano muti, ipnotizzati, quasi intimoriti da tanta bellezza.
A volte indossava un abito da sera, con una vertiginosa scollatura, lungo la schiena, che lasciava poco spazio all’immaginazione maschile.
Non portare il reggiseno negli anni 60 era cosa che faceva scandalo!
Dopo aver scrutrato la fauna presente nel locale, lasciava il tavolino, ed iniziava a dimenarsi in uno sfrenato shake .
Poi, con i lenti, la coda al suo tavolo non mancava mai.
Ci fu chi la descrisse come una mangia uomini, un uomo diverso per ogni serata.
Ma erano fantasie pruriginose di una città di bigotti.
La verità, era che lei amava la vita, il sole, il mare e sceglieva chi la faceva ridere e divertire
Se ne andò, come era arrivata un giorno di fine estate, con i capelli al vento su quel maggiolino blu.
Alcuni la ebbero, altri la sognarono, molti non la dimenticarono.
Ormai è passato il tempo, chissà dove sarà la regina di quell’estate, dove anche la fedeltà dei buoni padri di famiglia, fu messa a dura prova.
Lei con i suoi lunghi capelli biondo scuro, che ondeggiavano al vento, scompigliò i giorni e le notti d’estate, della nostra città.
Tutte le reazioni:
43Giovanni Cerruti, Lorenzo Vallerga e altri 41

































